Ezechiele e i “Segnali dal Futuro”

nov
17
Visione di EzechieleVisione di Ezechiele
Ezechiele
EzechieleVocazione di Ezechiele; la gloria del Signore
Ez 10; Ap 4
1:1 Il trentesimo anno, il quinto giorno del quarto mese, mentre mi trovavo presso il fiume Chebar, fra i deportati, i cieli si aprirono, e io ebbi delle visioni divine. 2 Il quinto giorno del mese (era il quinto anno della deportazione del re Ioiachin), 3 la parola del SIGNORE fu rivolta al sacerdote Ezechiele, figlio di Buzi, nel paese dei Caldei, presso il fiume Chebar; in quel luogo la mano del SIGNORE fu sopra di lui.
4 Io guardai, ed ecco venire dal settentrione un vento tempestoso, una grossa nuvola con un fuoco folgorante e uno splendore intorno a essa; nel centro vi era come un bagliore di metallo in mezzo al fuoco. 5 Nel centro appariva la forma di quattro esseri viventi; e questo era l’aspetto loro: avevano aspetto umano. 6 Ognuno di essi aveva quattro facce e quattro ali. 7 I loro piedi erano diritti, e la pianta dei loro piedi era come la pianta del piede di un vitello; e brillavano come il bagliore del bronzo lucente. 8 Avevano mani d’uomo sotto le ali, ai loro quattro lati; tutti e quattro avevano le loro facce e le loro ali. 9 Le loro ali si univano l’una all’altra; camminando, non si voltavano; ognuno camminava diritto davanti a sé. 10 Quanto all’aspetto delle loro facce, essi avevano tutti una faccia d’uomo, tutti e quattro una faccia di leone a destra, tutti e quattro una faccia di bue a sinistra, e tutti e quattro una faccia d’aquila. 11 Le loro facce e le loro ali erano separate nella parte superiore; ognuno aveva due ali che s’univano a quelle dell’altro, e due che coprivano loro il corpo. 12 Camminavano ognuno diritto davanti a sé; andavano dove lo Spirito li faceva andare, e, camminando, non si voltavano. 13 L’aspetto di quegli esseri viventi era come di carboni incandescenti, come di fiaccole; quel fuoco circolava in mezzo agli esseri viventi, era un fuoco scintillante, e dal fuoco uscivano dei lampi. 14 Le creature viventi correvano in tutte le direzioni, simili al fulmine.
15 Mentre guardavo gli esseri viventi, ecco una ruota in terra, presso ciascuno di essi, verso le loro quattro facce. 16 L’aspetto delle ruote era come il bagliore del crisolito; tutte e quattro si somigliavano; il loro aspetto e la loro struttura erano come se una ruota fosse in mezzo a un’altra ruota. 17 Quando si movevano, andavano tutte e quattro dal proprio lato, e, andando, non si voltavano. 18 I loro cerchi erano alti e imponenti; i cerchi di tutte e quattro erano pieni d’occhi tutt’intorno. 19 Quando gli esseri viventi camminavano, le ruote si movevano accanto a loro; quando gli esseri viventi si alzavano su da terra, si alzavano anche le ruote. 20 Dovunque lo Spirito voleva andare, andavano anch’esse; le ruote si alzavano accanto a quelli, perché lo spirito degli esseri viventi era nelle ruote. 21 Quando quelli camminavano, anche le ruote si movevano; quando quelli si fermavano, anche queste si fermavano; e quando quelli si alzavano su dalla terra, anche queste si alzavano accanto a essi, perché lo spirito degli esseri viventi era nelle ruote.
22 Sopra le teste degli esseri viventi c’era come una volta d’un bagliore come di cristallo di ammirevole splendore, e si estendeva su in alto, sopra le loro teste. 23 Sotto la volta le loro ali erano diritte, l’una verso l’altra; ciascuno ne aveva due che coprivano il corpo. 24 Quando camminavano, io sentivo il rumore delle loro ali, come il rumore delle grandi acque, come la voce dell’Onnipotente: un rumore di gran tumulto, come il rumore di un accampamento; quando si fermavano, abbassavano le loro ali; 25 si udiva un rumore che veniva dall’alto, dalla volta che era sopra le loro teste.
26 Al di sopra della volta che era sopra le loro teste, c’era come una pietra di zaffiro, che pareva un trono; e su questa specie di trono appariva come la figura di un uomo, che vi stava seduto sopra, su in alto. 27 Vidi pure come un bagliore di metallo, come del fuoco, che lo circondava tutto intorno dalla sembianza dei suoi fianchi in su; e dalla sembianza dei suoi fianchi in giù vidi come del fuoco, come uno splendore tutto attorno a lui. 28 Qual è l’aspetto dell’arco che è nella nuvola in un giorno di pioggia, tal era l’aspetto di quello splendore che lo circondava. Era un’apparizione dell’immagine della gloria del SIGNORE. A quella vista caddi sulla mia faccia, e udii la voce di uno che parlava.

Questo è il passaggio della Bibbia dove Ezechiele parla delle sue ruote presente nel Film “Segnali dal Futuro” con Nicolas Cage….. interessante leggere tutto quello che Ezechiele ha visto nella sua visione realistica e futuristica.

Vocazione di Ezechiele; la gloria del Signore

Ez 10; Ap 4

1:1 Il trentesimo anno, il quinto giorno del quarto mese, mentre mi trovavo presso il fiume Chebar, fra i deportati, i cieli si aprirono, e io ebbi delle visioni divine. 2 Il quinto giorno del mese (era il quinto anno della deportazione del re Ioiachin), 3 la parola del SIGNORE fu rivolta al sacerdote Ezechiele, figlio di Buzi, nel paese dei Caldei, presso il fiume Chebar; in quel luogo la mano del SIGNORE fu sopra di lui.

4 Io guardai, ed ecco venire dal settentrione un vento tempestoso, una grossa nuvola con un fuoco folgorante e uno splendore intorno a essa; nel centro vi era come un bagliore di metallo in mezzo al fuoco. 5 Nel centro appariva la forma di quattro esseri viventi; e questo era l’aspetto loro: avevano aspetto umano. 6 Ognuno di essi aveva quattro facce e quattro ali. 7 I loro piedi erano diritti, e la pianta dei loro piedi era come la pianta del piede di un vitello; e brillavano come il bagliore del bronzo lucente. 8 Avevano mani d’uomo sotto le ali, ai loro quattro lati; tutti e quattro avevano le loro facce e le loro ali. 9 Le loro ali si univano l’una all’altra; camminando, non si voltavano; ognuno camminava diritto davanti a sé. 10 Quanto all’aspetto delle loro facce, essi avevano tutti una faccia d’uomo, tutti e quattro una faccia di leone a destra, tutti e quattro una faccia di bue a sinistra, e tutti e quattro una faccia d’aquila. 11 Le loro facce e le loro ali erano separate nella parte superiore; ognuno aveva due ali che s’univano a quelle dell’altro, e due che coprivano loro il corpo. 12 Camminavano ognuno diritto davanti a sé; andavano dove lo Spirito li faceva andare, e, camminando, non si voltavano. 13 L’aspetto di quegli esseri viventi era come di carboni incandescenti, come di fiaccole; quel fuoco circolava in mezzo agli esseri viventi, era un fuoco scintillante, e dal fuoco uscivano dei lampi. 14 Le creature viventi correvano in tutte le direzioni, simili al fulmine.

15 Mentre guardavo gli esseri viventi, ecco una ruota in terra, presso ciascuno di essi, verso le loro quattro facce. 16 L’aspetto delle ruote era come il bagliore del crisolito; tutte e quattro si somigliavano; il loro aspetto e la loro struttura erano come se una ruota fosse in mezzo a un’altra ruota. 17 Quando si movevano, andavano tutte e quattro dal proprio lato, e, andando, non si voltavano. 18 I loro cerchi erano alti e imponenti; i cerchi di tutte e quattro erano pieni d’occhi tutt’intorno. 19 Quando gli esseri viventi camminavano, le ruote si movevano accanto a loro; quando gli esseri viventi si alzavano su da terra, si alzavano anche le ruote. 20 Dovunque lo Spirito voleva andare, andavano anch’esse; le ruote si alzavano accanto a quelli, perché lo spirito degli esseri viventi era nelle ruote. 21 Quando quelli camminavano, anche le ruote si movevano; quando quelli si fermavano, anche queste si fermavano; e quando quelli si alzavano su dalla terra, anche queste si alzavano accanto a essi, perché lo spirito degli esseri viventi era nelle ruote.

22 Sopra le teste degli esseri viventi c’era come una volta d’un bagliore come di cristallo di ammirevole splendore, e si estendeva su in alto, sopra le loro teste. 23 Sotto la volta le loro ali erano diritte, l’una verso l’altra; ciascuno ne aveva due che coprivano il corpo. 24 Quando camminavano, io sentivo il rumore delle loro ali, come il rumore delle grandi acque, come la voce dell’Onnipotente: un rumore di gran tumulto, come il rumore di un accampamento; quando si fermavano, abbassavano le loro ali; 25 si udiva un rumore che veniva dall’alto, dalla volta che era sopra le loro teste.

26 Al di sopra della volta che era sopra le loro teste, c’era come una pietra di zaffiro, che pareva un trono; e su questa specie di trono appariva come la figura di un uomo, che vi stava seduto sopra, su in alto. 27 Vidi pure come un bagliore di metallo, come del fuoco, che lo circondava tutto intorno dalla sembianza dei suoi fianchi in su; e dalla sembianza dei suoi fianchi in giù vidi come del fuoco, come uno splendore tutto attorno a lui. 28 Qual è l’aspetto dell’arco che è nella nuvola in un giorno di pioggia, tal era l’aspetto di quello splendore che lo circondava. Era un’apparizione dell’immagine della gloria del SIGNORE. A quella vista caddi sulla mia faccia, e udii la voce di uno che parlava.

La mia chitarra

nov
15
Ideata e realizzata da Leo Fender nel 1953, la Fender Stratocaster è tuttora commercializzata senza differenze sostanziali rispetto al modello originale.
Nelle intenzioni di Fender, alla base della creazione di una nuova linea di chitarre che affiancasse il successo del modello Telecaster, c’era l’aspirazione a realizzare una chitarra che introducesse innovazioni sia di carattere tecnico (fra le quali un maggior numero di pick-up e l’introduzione della leva del vibrato), sia di carattere progettuale (l’abbandono della tradizionale forma della chitarra verso soluzioni più ergonomiche).
Il risultato è un progetto rivoluzionario: grazie alla forma innovativa, alla leggerezza dello strumento, alla maggiore facilità ad accedere alle note più acute della tastiera dovuta alla particolare forma scavata della spalla, la Stratocaster è considerata la più evoluta fra le chitarre elettriche dell’epoca.
Il montaggio di una leva vibrato di nuova concezione integrata nel corpo della chitarra, ha permesso di sfruttare effetti sonori, mantenendo un notevole sustain. Inoltre la nuova concezione del ponte con sellette regolabili per lunghezza ed altezza delle corde, permette una regolazione accurata dello strumento.
Una ricerca attenta fu eseguita nella disposizione dei pick-up, piazzando i due superiori perpendicolarmente alle corde, mentre quello al ponte presenta un’angolazione di circa 20 gradi in grado di enfatizzare i toni bassi.
Le modifiche immediatamente successive furono suggerite dai musicisti dell’epoca, che, spostando il selettore in posizione intermedia si accorsero che ne nasceva un suono nasale particolarmente interessante (tipico di due pickup in parallelo). In seguito alle numerose segnalazioni la Fender nel 1967 sostituì il selettore a tre posizioni con uno a cinque posizioni che permette, in maniera semplice, di utilizzare anche 2 pickup contemporaneamente. Questa è, in pratica, l’unica modifica tecnica considerevole al modello originale.
La prima Stratocaster su base commerciale è stata prodotta il 15 maggio 1954. Tra le Fender Stratocaster del 1954 è importante ricordare la “Hard-Tail” ovvero il primo prototipo della Stratocaster a ponte fisso, senza tremolo, progettato in circa 20 esemplari che divenne poi di serie in produzione limitata da fine marzo 1955.
A tutt’oggi la Fender Stratocaster rappresenta grazie alle sue peculiarità un punto di riferimento nel sound delle chitarre elettriche grazie alle scelte di Leo Fender tutte orientate a favorire un suono più squillante, come i pick-up a bobina singola e l’utilizzo di legni che enfatizzano le sonorità acute, contrariamente ai suoni più bassi e profondi tipici delle chitarre Gibson. Questo orientamento verso sonorità più brillanti nacque comunque anni prima, quando Leo Fender nel 1948 creò la prima chitarra elettrica “solid body” di produzione industriale (alcuni esperimenti erano stati condotti da altri liutai, ma mai messi in vendita), ovvero la Fender Broadcaster, successivamente evolutasi nei modelli Esquire, a singolo pickup e Telecaster a due pickup.
Nel 2006, da una collaborazione tra Fender e la nota casa giapponese Roland, è in fine nata la Stratocaster VG che unisce alla superlativa classica tecnica costruttiva dei modelli USA-made, la versatilità del sistema di sintesi Roland (suoni campionati di vari modelli Fender, accordature non tradizionali, effetto 12 corde) pilotata da un pickup esafonico connesso ad un complessa parte elettronica alimentata da una batteria 9v. Esteticamente la si riconosce per la presenza di una quarta manopola, un led blu indicante l’accensione dello strumento ed il pickup esafonico a ridosso del ponte.Fender Stratocaster, abbreviata anche con Strato o Strat, è il più diffuso e famoso modello di chitarra elettrica solid-body (priva di cassa armonica). Assieme alla Gibson Les Paul è considerata la chitarra elettrica per antonomasia, per l’influenza esercitata sul panorama musicale e sull’immaginario collettivo.

Ideata e realizzata da Leo Fender nel 1953, la Fender Stratocaster è tuttora commercializzata senza differenze sostanziali rispetto al modello originale.

Nelle intenzioni di Fender, alla base della creazione di una nuova linea di chitarre che affiancasse il successo del modello Telecaster, c’era l’aspirazione a realizzare una chitarra che introducesse innovazioni sia di carattere tecnico (fra le quali un maggior numero di pick-up e l’introduzione della leva del vibrato), sia di carattere progettuale (l’abbandono della tradizionale forma della chitarra verso soluzioni più ergonomiche).

Il risultato è un progetto rivoluzionario: grazie alla forma innovativa, alla leggerezza dello strumento, alla maggiore facilità ad accedere alle note più acute della tastiera dovuta alla particolare forma scavata della spalla, la Stratocaster è considerata la più evoluta fra le chitarre elettriche dell’epoca.

Il montaggio di una leva vibrato di nuova concezione integrata nel corpo della chitarra, ha permesso di sfruttare effetti sonori, mantenendo un notevole sustain. Inoltre la nuova concezione del ponte con sellette regolabili per lunghezza ed altezza delle corde, permette una regolazione accurata dello strumento.

Una ricerca attenta fu eseguita nella disposizione dei pick-up, piazzando i due superiori perpendicolarmente alle corde, mentre quello al ponte presenta un’angolazione di circa 20 gradi in grado di enfatizzare i toni bassi.

Le modifiche immediatamente successive furono suggerite dai musicisti dell’epoca, che, spostando il selettore in posizione intermedia si accorsero che ne nasceva un suono nasale particolarmente interessante (tipico di due pickup in parallelo). In seguito alle numerose segnalazioni la Fender nel 1967 sostituì il selettore a tre posizioni con uno a cinque posizioni che permette, in maniera semplice, di utilizzare anche 2 pickup contemporaneamente. Questa è, in pratica, l’unica modifica tecnica considerevole al modello originale.

La prima Stratocaster su base commerciale è stata prodotta il 15 maggio 1954. Tra le Fender Stratocaster del 1954 è importante ricordare la “Hard-Tail” ovvero il primo prototipo della Stratocaster a ponte fisso, senza tremolo, progettato in circa 20 esemplari che divenne poi di serie in produzione limitata da fine marzo 1955.

A tutt’oggi la Fender Stratocaster rappresenta grazie alle sue peculiarità un punto di riferimento nel sound delle chitarre elettriche grazie alle scelte di Leo Fender tutte orientate a favorire un suono più squillante, come i pick-up a bobina singola e l’utilizzo di legni che enfatizzano le sonorità acute, contrariamente ai suoni più bassi e profondi tipici delle chitarre Gibson. Questo orientamento verso sonorità più brillanti nacque comunque anni prima, quando Leo Fender nel 1948 creò la prima chitarra elettrica “solid body” di produzione industriale (alcuni esperimenti erano stati condotti da altri liutai, ma mai messi in vendita), ovvero la Fender Broadcaster, successivamente evolutasi nei modelli Esquire, a singolo pickup e Telecaster a due pickup.

Nel 2006, da una collaborazione tra Fender e la nota casa giapponese Roland, è in fine nata la Stratocaster VG che unisce alla superlativa classica tecnica costruttiva dei modelli USA-made, la versatilità del sistema di sintesi Roland (suoni campionati di vari modelli Fender, accordature non tradizionali, effetto 12 corde) pilotata da un pickup esafonico connesso ad un complessa parte elettronica alimentata da una batteria 9v. Esteticamente la si riconosce per la presenza di una quarta manopola, un led blu indicante l’accensione dello strumento ed il pickup esafonico a ridosso del ponte.Fender Stratocaster, abbreviata anche con Strato o Strat, è il più diffuso e famoso modello di chitarra elettrica solid-body (priva di cassa armonica). Assieme alla Gibson Les Paul è considerata la chitarra elettrica per antonomasia, per l’influenza esercitata sul panorama musicale e sull’immaginario collettivo.FenderStratocaster

Maya

nov
14

Il calendario maya è il calendario che veniva utilizzato dai Maya e da altri popoli dell’America centrale (Aztechi e Toltechi). Si tratta di un calendario molto elaborato, basato su più cicli di durata diversa:

  • il ciclo Tzolkin aveva una durata di 260 giorni.
  • il ciclo Haab aveva una durata di 364 giorni, più il “giorno fuori dal tempo”.
  • il Lungo computo indicava il numero di giorni dall’inizio dell’era maya.

Ad esempio, la data del 5 luglio 2006, espressa nel calendario maya, è: 9 Caunac (Tzolkin), 12 Tzec (Haab), 12.19.13.7.19 (Lungo computo).Calendario Maya

Troppi File!!!

nov
14

Tutta questa capienza negli Hard disk a cosa serve? Tenere 30 film, migliaia di canzoni e foto a nastro ha un’utilità? Il film è bello guardarlo sul divano in tv le foto sono destinate per essere sfogliate e messe via così che dopo anni ci possono ricordare cosa è cambiato in meglio o in peggio senza averle sempre davanti al Pc…. e la nostalgia? Proprio di recente ho svuotato il disco fisso da tutte queste cose così da avere una macchina più leggera e magari tornare a dimenticare facce e ricordi sempre sotto mano.hard disk

Questo è un insegnamento…

nov
14

Gesù Cristo “Ama il tuo nemico” Veramente un comandamento difficile amare e perdonare chi ti ha fatto del male. Però ci fa’ riflettere su una cosa chi non odiamo o chi amiamo è perché in cambio ci danno qualcosa? Allora perché gli amiamo per scambio o perché lo vogliamo veramente?

Il vero rock è veramente morto?

nov
14

School_of_Rock_01Doors – Touch me Anni fa’ la mia passione per la musica mi ha portato ad approfondire il genere rock a 360° ho ascoltato veramente di tutto trovando energia nelle chitarre e profondità nei testi. Dopo aver sentito l’impossibile mi sono accorto che finito il materiale del passato era finito tutto nel senso che i gruppi nuovi non riuscivano a darmi le stesse emozioni; cosa è cambiato? Prima i giovani suonavano degli strumenti e avevano dei gruppi, vedere i Led Zeppelin era come vedere se stessi realizzati si cercava di imitarli, c’era la voglia di stare insieme di andare ai concerti poi qualcosa è svanito. E come mai c’è tutta questa nostalgia: i remix, le cover lo stile nel vestire mischiato al moderno? Forse perché questa musica quella Rock non è solo musica ma soprattutto stile di vita come spiega ad esempio il film “School of Rock” e questo stile ora non è più semplicemente di moda.

…quello che faccio è il mio Lavoro?

nov
13

rockefeller-lavoroMi sono sempre chiesto se ognuno di noi è contento di quello che fa’ come lavoro o meglio se le sue doti fisiche e mentali sono sfruttate al meglio, mi spiego meglio. In una squadra di calcio non metteranno mai il più basso in porta o il più lento in attacco chi non ha “i piedi” non imposterà il gioco, di conseguenza ognuno ha il suo ruolo per sfruttare al meglio le proprie capacità allora mi domando ma perché non è così anche sul lavoro? Una persona che conosco ha una creatività oggettistica pazzesca eppure lavora in uno ospizio, un’altra ha una corporatura esile mani fini e parla come un professore eppure è un fabbro… c’è un motivo? perché queste persone non lavorano in campi appropriati a loro magari progettista e addetto alle relazioni, se una squadra di calcio è organizzata per la vittoria allora perché il mondo del lavoro non è organizzato per produrre un prodotto perfetto salvaguardando la felicità umana avendo così lavoratori che fanno quello che sono nati per fare?